intervista marco piva

IL SENSO DI MARCO PIVA PER IL TESSILE

Intervista di Andrea Colombo //
Materiali, trend, mode ma anche nuove tecnologie, sono i temi di lavoro dei designer contract sugli elementi tessili di un progetto. Ecco come lavora uno dei principali studi italiani: Studio Marco Piva architetture & design.

Quanto è importante il tema tessile in un grande progetto di architettura? Come viene approcciato l’argomento in un progetto di interior design per il contract? Sembrano domande banali, in quanto appare ovvia la presenza di materiali tessili in un progetto d’interni, anche se spesso non viene enfatizzata al pari di altri aspetti progettuali. In questa intervista a PW Contract, spiega come lavora e affronta il tema tessile uno dei più conosciuti progettisti italiani, Marco Piva.

Nella definizione di un progetto di architettura, o di interior decoration, quanto dipende dagli input del committente e quanto dalla visione del progettista?

È un lavoro di collaborazione, tra le esigenze, le richieste e la concezione che ha di quel prodotto architettonico o di interior decoration il committente, e la visione del progettista. È un lavoro di simbiosi, che si fa insieme. Anzi, i migliori risultati progettuali si ottengono quando c’è un dialogo, confronto continuo e aperto tra committente e progettista.

Quali sono le differenze principali di approccio tra una realizzazione contract e un per il residenziale?

Quando si progetta per un privato, tutto può essere, l’interfaccia è il cliente privato e quindi il lavoro progettuale è tra due persone, un confronto diretto tra progettista e cliente. Quando si progetta per il contract, che sia residenziale o alberghiero, e quindi per una comunità, non c’è mai un confronto diretto con il cliente finale. Nel caso dell’albergo ad esempio, il rapporto è principalmente con la proprietà o con la gestione, mentre nel contract residenziale il referente è il contractor piuttosto che l’impresa di costruzione. Nelle realizzazioni contract, quindi, il cliente del progettista non coincide mai con il fruitore finale dell’opera. Ciò comporta uno sforzo più intenso per individuare le esigenze di colui che userà poi le strutture.

Nella scelta dei materiali si affida a partner “storici” o viene comunque fatta una ricerca su quanto offre il mercato?

Lo Studio Marco Piva è da sempre attentissimo al tema dei materiali e della ricerca (finiture, nuovi prodotti, tecnologie), per cui costantemente ci sono persone il cui lavoro è proprio tenere aggiornati gli archivi materici. E’ un lavoro continuo, di sviluppo, che non viene eseguito a “spot” per un progetto, ma si inserisce nelle attività quotidiane e solo in seguito viene applicato alle esigenze del singolo progetto. Ci sono sicuramente aziende a cui si fa più riferimento, soprattutto per i materiali principalmente utilizzati, collaborazioni storiche con referenti che nel tempo sono diventati consulenti, figure satellite dello studio con cui portiamo avanti sempre il confronto sui materiali.

Come viene affrontato l’argomento tessile in un progetto di interior design?

L’argomento tessile è in sinergia con tutta la parte progettuale e viene sviluppato all’interno del ‘mood’ del progetto, ovviamente rispetto alla tipologia dello stesso, a seconda delle esigenze normative, della location, delle richieste del cliente o altro ancora.

Non viene delegato semplicemente a un contractor esterno?

No, una delle caratteristiche dello Studio Marco Piva è cercare di gestire tutto internamente, con i nostri referenti d’informazione.

Quanto al mondo dei progettisti interessa l’argomento tessile e quanto lo conosce o interessa conoscerlo? In altre parole, quanto è importante?

Il mondo del design e dell’architettura si è avvicinato moltissimo al tema della moda, delle tendenze e dei trend, per cui certamente l’argomento tessile ha una rilevanza importante. È necessario essere sempre informati e aggiornati, per interpretare correttamente il progetto. Il nostro studio è inoltre attivo in prima linea, in passato abbiamo avuto collaborazioni con So Far So Near, disegnando la collezione Maryilin, con Ege una collezione di moquettes e tappeti, con Jab Anstoetz, abbiamo presentato tre tappeti all’ultima edizione del Salone del Mobile e attualmente stiamo progettando per Sahrai una nuova collezione di tappeti che presenteremo al Salone 2017. Abbiamo inoltre un rapporto costante con Dedar, Zimmer+Rhode, Rubelli e lavoriamo costantemente con Elitis per le collezioni di carta da parati.

Esistono specializzazioni, sul tipo ‘category manager’ della grande distribuzione?

Non credo, ma sicuramente esistono delle figure professionali specializzate sulle tendenze del tessile.

Si seguono mode e in che misura?

Si seguono sicuramente dei trend, non solo dal punto di vista estetico (cromie e disegni), ma anche delle tecnologie (ecosostenibilità, componenti allergologiche, elementi naturali, processi di lavorazione e via dicendo). Il tema della moda non è da intendersi solo dal punto di vista ‘superficiale estetico’ nel senso stretto del termine, ma anche dalle tendenze generali che stanno dietro alla realizzazione di un prodotto.

Come si procede nella scelta/selezione degli articoli/aspetti tessili in un progetto?

Normalmente un progetto nasce da un’idea progettuale, sulla base della quale si sviluppa un concept materico (moodboards). Nei nostri progetti, il mondo tessile viaggia parallelamente a quest’ultimo.

Vengono effettuate prove di materiali e visite nelle aziende produttrici?

Sì, certamente, anche se in fase più avanzata del progetto, quando i materiali sono stati definiti si verifica la fase di produzione: campionature, prove e fissaggi. Ovviamente, dipende dalla dimensione del progetto: per una singola commessa il cliente viene portato in showroom a vedere i campioni, mentre per un progetto contract spesso ci si reca in azienda a seguire la produzione ed effettuare le relative prove.

Quali sono le tendenze attuali per i diversi ambienti/componenti d’arredamento?

…………..per leggere l’intervista completa: scarica gratuitamente il DIGITAL MAGAZINE  PW 18